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Quando ci chiamavano clandestini o «musi neri»

E mentre il senatore leghista Gianvittore Vaccari rispondeva piccato che «noi era­vamo andati a dare un contributo alle sin­gole nazioni, quindi non solo per la man­canza di lavoro in Italia», Roberto Cota si è spinto più in là, dicendo che «l’introdu­zione del reato di clandestinità è la prima forma di rispetto e di chiarezza nei con­fronti di tutti» e che i nostri emigrati van­no ricordati «come esempio di chi rispet­tava le regole del Paese ospitante».

Che i nostri nonni e i nostri padri non siano «mai stati clandestini» come si avven­turò a sostenere anche Carlo Sgorlon, è una sciocchezza smentita non solo dalla memoria di quanti hanno vissuto l’emigra­zione, dal nostro soprannome in America («Wop»: without passport , senza documen­ti) o dalle copertine della Domenica del Cor­riere che raccontavano di mamme travolte sulle Alpi da tempeste di neve come Angela Vitale che «si era messa in viaggio dalla lon­tana Sicilia con i suoi sei bambini», ma da decine di studi italiani e stranieri.

Che attraversa­vano le Alpi lungo i sentieri battuti nel 1947 dall’inviato del Corriere Egisto Corra­di («passavano centinaia e centinaia di emigranti per notte: una volta ne passaro­no mille in poco più di ventiquattr’ore, con nidiate intere di bambini») in condi­zioni spesso così disperate che a un certo punto il sindaco di Giaglione, in alta Val di Susa, fu costretto a invocare un finanzia­mento supplementare alla prefettura di Torino «non avendo più risorse per dare sepoltura ai clandestini che morivano nel­l’impresa disperata di valicare le Alpi».

O come minimo di riflettere su un punto: un conto è la durezza (sacrosanta) contro i delinquenti e la gestione, anche severa, dei flussi immigratori e un altro è sparare nel mucchio come ha fatto ieri il segreta­rio della Lega fingendo di ignorare quanti extracomunitari perbene (che regalano al­­l’Italia, tra parentesi, oltre il 9,2% del Pil) hanno fatto la fortuna di tanti imprendito­ri anche leghisti che mai si sognerebbero, come fece tempo fa lo stesso Bossi, di chia­mare i neri «bingo bongo».

Fonte: www.corriere.it

November 4, 2009 - Posted by gobone | Uncategorized | , , , , | No Comments Yet

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